Il 6° Trofeo dell’Adriatico

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“Chi ce lo fa fare?!”

Una domanda che in ognuno di noi è comparsa almeno una volta in questi ultimi mesi.

Non siamo un dojo di 100 praticanti, siamo un dojo piccolo. Un gruppo che cerca di promuovere il Kendo nella provincia di Pesaro e Urbino e nelle Marche. E di fare tutto ciò con spirito di amicizia e passione.

Il Trofeo dell’Adriatico è nato sei anni fa quasi per scherzo. Aveva come scopo quello di far “tuffare” senza troppe pretese noi marchigiani nel mondo della competizione. Il lanciarsi nella mischia e provare l’ebbrezza dell’ippon!

I rapporti di amicizia e stima che in questi anni si sono naturalmente creati con alcuni insegnanti e praticanti, han fatto sì che quest’evento avvicinasse sempre più kendoka che apprezzano questo modo di vivere “la Via della Spada”, e quindi, anno dopo anno siamo passati da una decina di neofiti locali a quasi un centinaio di atleti da tutt’Italia e non solo. Il Trofeo sta infatti iniziando a richiamare la presenza di alcuni dojo sloveni e croati come lo “Kendo Klub Shubukan” di Lubiana o il “Kendo Klub Marjan” di Spalato.

In tutta sincerità, certi numeri da un lato ci onorano profondamente, ma dall’altro non ci consentono di poter partecipare alla gara perchè troppo impegnati agli aspetti organizzativi. L’edizione di quest’anno ha infatti richiesto uno sforzo molto più intenso del solito se si pensa che la macchina organizzativa è partita ad Aprile 2013, e facendo una rapida carrellata a cosa ci siamo detti tra noi, possiamo dire d’aver fatto tutto quello che potevamo umanamente fare…

“Prenoto il palazzetto” “Cerchiamo un hotel che non costi tanto ma che sia vicino al mare!” “Io penso agli arbitri” “Preparo la bandiera con il nostro simbolo” “E se facessimo degli origami da consegnare al momento dell’iscrizione a tutti i partecipanti?!” “I trofei e le medaglie non le compriamo, le faccio a mano io” “Contatto il comune di Gradara” “Il supporto per il remo inciso quest’anno non lo posizioniamo con i premi, ma nel kamiza” “Il medico sportivo e l’ambulanza…seguo io” “Domani non lavoro e vado in conferenza stampa” “i 100 origami li faccio un po’ alla volta quando sarò in ferie alle Azzorre la prossima settimana” “L’hotel ha un ottimo ristorante, il sayonara party lo possiamo fare lì” “Il defibrillatore è a disposizione nel palazzetto” “Possiamo far dormire anche nel dojo  a Fano” “Il sito e la comunicazione, posso farmene carico io” “Il buffet lo preparo io, c’è qualcuno che può preparare i dolci?” “il kit shiai con bandierine e nastrini lo facciamo artigianalmente”

Sono queste solo alcune delle battute post allenamento, via sms o via mail, che saltano alla memoria pensando a tutte le fasi dell’organizzazione per il 6° Trofeo dell’Adriatico.

Poi però arriva il grande giorno, anzi no. Arriva la sera prima dell’evento. Un jigeiko intimo tra coloro che sono riusciti ad arrivare sin dal venerdì.

Mentre Angela (Papaccio) ci aiuta nell’andare in stazione a Riccione per prendere Mirial (Livolsi) e Vincenzo, Alessio va in stazione a Pesaro per accogliere Tomaso (Boscarol) e Cecilie.

kendo-pesaro-trofeo-adriatico-1

Il jigeiko nel nostro dojo di Pesaro (New Activa) è breve, senza un minuto di riscaldamento, ma intenso a sufficienza per farci arrivare affamati alla tavola calda dove poterci gustare della buona piadina con birra fresca.

Si plana così, dolcemente, nel weekend adriatico della via della spada.

Sabato mattina ci ritroviamo al palazzetto un’ora prima dell’inizio per poter montare tutto il kamiza, posizionare i tavoli per il buffet di pranzo, preparare lo shiai jo centrale dove si sarebbe tenuto l’embu, preparare il tavolo d’accoglienza, posizionare volantini negli spalti, etc… ma il tempo vola inesorabile.

Ci allineiamo e partiamo per la prima parte dello stage, quella del sabato mattina.

 

Siamo davvero in tanti! Questo fa sì che i vari insegnanti si prendano cura di gruppi suddivisi per grado. Prima della fine dello stage del sabato, prende luogo il sekigahara, l’ormai tradizionale battaglia di Gradara! Una sorta di jigeiko in cui ci si sceglie velocemente il compagno ad ogni fischio.

A metà mattinata arriva Mugen Yahiro. Alcuni di noi escono dallo stage per aiutarlo a scaricare i grandi tamburi che userà per l’embu.

kendo-pesaro-trofeo-adriatico-2

Mentre Mugen prepara la sua postazione ci facciamo una piccola pausa e sfruttiamo il momento per introdurre la dimostrazione che avevamo annunciato nel blog Kendo nelle Marche. Agli 8 prescelti si aggiungono anche Dorian Pungetti e Franco Sarra.

Nessuno vince. Nessuno ippon verrà conteggiato. Stefano Betti, unico arbitro per questa dimostrazione, ha il compito di selezionare ed aggiudicare solo gli ippon eccezionali. Circa 30′ di spettacolo nel senso più alto del termine!

Abbiamo delle registrazioni video grazie al nostro amico Massimo Caruba, e stiamo lavorando per montare un filmato ad hoc che pubblicheremo tra qualche giorno sul blog.

Questa parte dell’evento merita però una menzione a parte, la racconteremo quando pubblicheremo il video.

Terminata la dimostrazione e la chiusura di Mugen ci prendiamo del tempo per rifocillarci un po’ al buffet che quest’anno prevede anche il caffè espresso! Fondamentale per arrivare con gli occhi aperti e vigili a fine Trofeo.

L’idea di fare 3 shiai-jo ci balenava da tempo ed il dover organizzare pool e tabelloni per quasi 90 kenshi ci ha in qualche modo costretto a tentare quest’esperimento. 

Grazie alla preziosissima disponibilità degli arbitri partiamo con gli individuali su 3 shiai-jo.

La formula ippon shobu è un vero e proprio duello ed alcuni incontri arrivano all’encho.

Se per chi gareggia l’ippon shobu è una sfida, per gli arbitri è una formula molto impegnativa che costringe a valutazioni molto scrupolose prima di decretare la vittoria o la sconfitta, perchè è di questo che si parla…

Desideriamo quindi ringraziare in modo particolare i 10 arbitri che oltre al gran lavoro di cui sopra, hanno tra l’altro dovuto gestire defezioni dell’ultim’ora.

Tranne Davide nello shiai-jo 3 che sembra avere un amplificatore incorportato nella gola, siamo tutti muniti di piccoli megafoni per poter annunciare gli incontri e richiamare l’attenzione dei vari kenshi.

I 3 shiai-jo in movimento sono un bel vedere. Ma è quello che accade fuori che ci allieta. Un clima sereno, senza grandi pressioni o tensioni pre-gara, permette anche a neofiti di fare bene e poter vedere le bandiere alzarsi contemporaneamente!

Dopo un lungo pomeriggio, arriviamo a decretare i vincitori individuali, squadre e fighting spirit che abbiamo riportato qui.

Purtroppo non c’è tempo per un jigeiko finale ma anzi, siamo costretti a correre per poter lasciare libero il palazzetto. Salutiamo coloro che non riescono a fermarsi per il sayonara e ci spostiamo al Park Hotel di Cattolica dove ci aspetta un bel menù a base di pesce ed una sala quasi esclusivamente per noi. Prima di giungere in sala, qualche appassionato di birra si avvicina al bar. La scelta è contagiosa ed in pochi minuti riempiamo la saletta.

Ci avvisano che la sala è pronta, ed in fila indiana raggiungiamo il luogo del sayonara party al primo piano. Siamo oltre 40 persone! Il clima è conviviale e siamo davvero felici nel vedere tanti amici condividere con noi la serata.

Il nostro Davide (“8°dan” Food & Beverage)  ha preparato davvero un bel menù con tanto di dolci a buffet che vengono spazzati via in poco tempo.

Non siamo ancora alla fine quando il nostro Marco richiama l’attenzione con un tintinnio sul bicchiere… Un messaggio di ringraziamento a tutti i presenti ed un richiamo ad un brindisi per l’inaugurazione del nostro dojo.

Tutti si alzano con il calice in alto e noi siamo letteralmente commossi. Umanamente appagati.

Per chiudere degnamente la serata passiamo nuovamente al bar per un giro di digestivi e poi tutti a dormire per essere pronti la mattina seguente dove il M° Bellisai farà l’ultima parte dello stage. L’atmosfera della domenica mattina è più intima. Abbiamo la fortuna d’avere con noi quasi tutti gli insegnanti del sabato e così ci ritroviamo ad avere un rapporto di 1 insegnante ogni 4/5 praticanti. Abbiamo quasi un’ora per fare jigeiko con gli insegnanti e gli spunti su cui lavorare per i prossimi mesi sono davvero tanti. Alcuni ospiti devono rientrare a casa, li salutiamo con un caloroso abbraccio. Chi può rimanere, apprezza un pranzo di cucina regionale a Gabicce, a pochi passi dal mare che è illuminato da una bellissima giornata. Siamo al termine. Cosa ci rimane addosso dopo un weekend così? A livello di Kendo tanti preziosi consigli. Tanti spunti interessanti dopo aver visto un kendo bellissimo nell’enbu. A livello umano molto di più. Ma in fondo le due cose viaggiano parallele perchè come dice Giulio “Puoi anche essere un mostro a fare Kendo, ma poi se sei da solo cosa te ne fai?! Nulla!” Per questo vogliamo dirvi solo una parola. GRAZIE.

*** *** ***

Le foto scattate in diretta dal trofeo sono disponibili qui. Le foto ufficiali scattate da Beatrice Palma sono state introdotte qui nel blog Kendo nelle Marche con il link dove poterle vedere.

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12 risposte a “Il 6° Trofeo dell’Adriatico

  1. Io Marco, Giulio e Simone, già ieri sera eravamo giù a lavorare per l’edizione del 2015, te mi raccomando marina gli allenamenti…

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